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Business 6 min di lettura - 6 dic. 23 - Gaëlle Gestin

5 passi per creare la tua roadmap di prodotto

Cos'è una roadmap di prodotto

Quando si avvia un progetto di sviluppo web o mobile, si è per natura nell'incertezza. La roadmap di prodotto permette di dare una direzione nonostante questa incertezza. In concreto, è una rappresentazione visiva e cronologica delle tappe chiave dello sviluppo di un prodotto. Porta la visione e la direzione di un prodotto, sia a breve che a lungo termine.
Il GPS è una buona analogia per descrivere il principio della roadmap di prodotto, come fa notare Bruce McCarthy in Product Roadmaps: Relaunched. Tra il punto di partenza (il prodotto) e la destinazione (l'obiettivo da raggiungere), possiamo passare attraverso diverse tappe. Per collegare queste tappe, il GPS sceglie un itinerario, tra diverse possibilità. Tuttavia, durante il nostro viaggio, rischiamo di incontrare imprevisti (ingorghi, lavori…). Il GPS propone allora nuovi itinerari che permettono di raggiungere l'obiettivo. Questa analogia è particolarmente eloquente, perché testimonia il carattere evolutivo (e non fisso) di una roadmap. Una roadmap deve infatti tener conto degli imprevisti del progetto (complessità tecnologica non anticipata, ridefinizione del bisogno a seguito di nuove informazioni…), e questo in particolare nella metodologia agile.

5 passi per creare la tua roadmap di prodotto

1. Definire il quadro e la ragion d'essere del progetto

Prima di creare la tua roadmap di prodotto, bisogna assicurarsi di sapere perché (e per chi) costruisci questo prodotto. Devi quindi chiarire la ragion d'essere del tuo prodotto identificando:
  • Il bisogno o il problema che desideri risolvere grazie al tuo prodotto;
  • Gli utenti interessati da questo bisogno o problema. Possono essere di diversi tipi, e se è il caso, ti consigliamo di categorizzarli;
  • Il modo in cui rispondi a questo bisogno (la tua proposta di valore);
  • Le caratteristiche e le eventuali limitazioni del mercato interessato;
  • I tuoi concorrenti e la tua differenziazione rispetto a questi concorrenti
Questa ragion d'essere deve rimanere la tua stella del Nord per tutta la durata del progetto, e in particolare durante la costruzione della tua roadmap. Deve anche permetterti di definire gli obiettivi del tuo progetto.

2. L'ideazione 

La seconda tappa è la fase di ideazione. Consiste nell'emettere numerose idee di funzionalità, stimolando la creatività. Le idee possono poi essere categorizzate sotto diversi temi, che saranno gli “epics” della tua roadmap. 
Ti consigliamo di effettuare questa fase di ideazione in team, al fine di valorizzare le percezioni e le informazioni di ciascuno. L'ideazione in team porta generalmente a idee più complete, perché ogni membro può costruire sulle idee degli altri. Una fase di ideazione deve sempre essere seguita da una fase di selezione.
Ideazione
Quando la tua roadmap sarà costruita, ti consigliamo di condividerla con i tuoi team. Infatti, in un'azienda, ogni mestiere ha i suoi obiettivi. Questi obiettivi possono talvolta essere divergenti e creare conflitti di interesse all'interno dell'azienda. Ad esempio, la funzione vendita può, al fine di massimizzare il fatturato, vendere un progetto all'estero mentre l'applicazione non è disponibile nella lingua e nella valuta considerate.

3. La prioritizzazione della tua roadmap di prodotto

Il backlog
Alla fine della fase di ideazione, disponi di un elenco di funzionalità non priorizzate. Esse devono essere tradotte in “user stories”. Una “user story” è generalmente espressa nella forma seguente: “Come [tipo di utente], posso [funzionalità] allo scopo di [obiettivo].
Le “user stories” sono poi ripartite in “epics”, che possono corrispondere ai temi definiti durante la fase di ideazione o a sottocategorie di questi stessi temi. Questo elenco finale di user stories è chiamato product backlog.
Come priorizzare il tuo backlog ?
Esistono diversi metodi di priorizzazione del backlog. Ti consigliamo di usare quello che ti è più congeniale, o addirittura di creare un mix di questi. 
  1. La matrice impatto / fattibilità consiste nel priorizzare le funzionalità in base al loro impatto sugli utenti del tuo prodotto e agli sforzi da fornire per svilupparle. In Galadrim, assegniamo valori numerici a ogni funzionalità, per valutarne l'impatto e la fattibilità. Utilizziamo a tal fine la successione di Fibonacci, con l'obiettivo di riflettere la crescita dell'incertezza sulla stima, che va di pari passo con la complessità del compito stimato. 
    Matrice impatto fattibilità
  2. La metodo RICE è simile ma tiene conto di più parametri. Consiste nel calcolare un punteggio di priorità, basato sulla portata (la funzionalità avvantaggia molti utenti ?), l'impatto, la fiducia (ci sono rischi ? incognite ?) e lo sforzo.
    Formula RICE
  3. Il planning poker è un metodo di priorizzazione collaborativa dove ogni membro del team attribuisce una stima in punti a ogni compito del backlog, basata sulla complessità percepita della realizzazione. Riunendo le diverse stime, il team può discutere e convergere verso un consenso sulla priorità degli elementi del backlog. Questo metodo favorisce l'impegno collettivo e offre una visione più olistica della complessità dei compiti.
Le user stories priorizzate possono poi essere organizzate all'interno di una lavagna Kanban, sotto forma di schede. Questa lavagna permette di visualizzare facilmente tutti i compiti da svolgere durante le diverse fasi di sviluppo, così come il loro stato di avanzamento. Il metodo Kanban consiste nell'associare ogni colonna della lavagna a una fase dello sviluppo, dalla progettazione alla messa in produzione (passando per la realizzazione, la messa in pre-produzione, il collaudo...) e nello spostare le schede all'interno di queste colonne in base al loro stato. 

4. Definire obiettivi e misurarli

Dopo aver priorizzato le funzionalità da sviluppare e aver stimato il loro tempo di sviluppo, è opportuno dividerle in sprint di sviluppo. Uno sprint corrisponde a un'unità di tempo fissa durante la quale un team di sviluppo lavora su un insieme definito di compiti che permettono di realizzare uno o più obiettivi del progetto. Una caratteristica chiave del metodo Kanban è quella di limitare i lavori in corso (Work In Progress), per assicurare che il team si concentri sui compiti più cruciali.
Gli obiettivi devono essere SMART (Specifici, Misurabili, Raggiungibili, Realistici e Definiti nel tempo). È consigliabile definire dei KPI associati a questi obiettivi. I KPI permettono così di misurare i risultati ottenuti in modo regolare. Confrontando questi risultati con gli obiettivi numerici, potrai definire meglio i tuoi prossimi obiettivi e adattare la tua roadmap di conseguenza.
Per esempio, se il tuo obiettivo è aumentare la retention degli utenti, un KPI da monitorare può essere il numero di Daily Active User e/o il loro tempo medio di sessione.

5. Rendere la tua roadmap evolutiva

Come precisato nell'introduzione, una roadmap non è fissa. Essa deve riflettere la realtà mutevole dei progetti di sviluppo web e mobile. Adattare regolarmente la tua roadmap ti permette di rimanere reattivo e di assicurare che il tuo prodotto evolva in armonia con i bisogni fluttuanti dei tuoi utenti e gli obiettivi strategici della tua azienda. Sii flessibile pur seguendo il filo conduttore che è la ragion d'essere del tuo prodotto!

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